Maria Grazia Cucinotta

Maria Grazia Cucinotta

Attrice e produttrice

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Attrice italiana che si è prestata recentemente anche come produttrice cinematografica e che deve la sua fama al compianto Massimo Troisi. Questo gigante del cinema e del teatro per primo le diede fiducia con un ruolo intenso ed indimenticabile ne Il postino, creando una delle attrici più amate dal grande pubblico.
Siciliana DOC, arriva a Milano come modella alla sola età di 16 anni. Finiti gli studi liceali, abbandona il mondo del fashion per lanciarsi in quello dello spettacolo, entrando come valletta muta nello spettacolo “Indietro tutta” di Renzo Arbore. Nel frattempo, prende lezioni di recitazione di dizione e si fa affiancare da un’agenzia cinematografica con l’intenzione di sfondare come attrice. Ma i provini per il cinema hanno quasi sempre un esito negativo, mentre vanno meglio quelli per la pubblicità e per le trasmissioni televisive.

Dal modesto exploit alla svolta con Massimo Troisi
Finalmente, con l’arrivo degli anni Novanta, farà il suo esordio (mediocre) nel mondo della cinepresa con tre pellicole: Vacanze di Natale ’90 (1990), Abbronzatissimi 2 – Un anno dopo (1993) e Alto rischio (1993). Ma non si può cavare sangue da una rapa e la carriera di Maria Grazia Cucinotta sembra non voler planare, fino all’incontro con un attore napoletano che le darà l’opportunità di sfondare, scegliendola come partner per quello che sarà il suo ultimo film Il postino (1994) di Michael Radford e Massimo Troisi. Sarà Massimo Troisi a lanciarla in Italia e in tutto il mondo con il ruolo della bella barista Beatrice Russo, oggetto d’amore di un postino amico di Pablo Neruda. La fama le ha finalmente aperto le braccia ed il suo nome è uno dei più richiesti in Italia e all’estero…

In bilico fra opinione di critica e di pubblico
Ma forse Maria Grazia è ancora impreparata dal punto di vista tecnico e professionale.
Nel 1995 escono diverse pellicole con lei come co-protagonista. Interpreta I laureati (1995) di Leonardo Pieraccioni, ma la critica la bacchetta aspramente perché “non è ancora capace di recitare e di rientrare nello standard della decenza”. Ci riprova, quello stesso anno, con il film horror spagnolo El Dia de la Bestia di Alex De la Iglesia, nel ruolo di una giornalista. Ma disgraziatamente anche qui la stampa ci va su pesante definendola: “ridicola”, “un personaggio di sfondo”, nonché una delle più “improbabili giornaliste della storia del cinema”. Nonostante questo, si lascia alle spalle anche queste valutazioni negative e ritorna nelle sale con Italiani (1996) di Maurizio Ponzi, nel doppio ruolo di madre e figlia. Tremende le conseguenze: la critica la affonda dichiarando che è “involontariamente comica” in quelle parti.
Malgrado ciò, il pubblico la ama moltissimo e, quando Il postino viene nominato all’Oscar, la sua gloria aumenta ancora di più. Nel 1995, si sposa con Giulio Violati, dal quale avrà una figlia, Giulia. Poi parte per la Tunisia, per affrontare le riprese della fiction Il quarto re con Raoul Bova (che sarà sovente suo partner in diverse pellicole) e torna in Italia per girare Camere da letto (1997) di Simona Izzo, che avrà un mediocre successo.

Il secondo positivo quinquennio degli anni novanta
Con la fine degli anni Novanta, Maria Grazia Cucinotta, acquista una maggiore serenità sul set e un migliore controllo sulla scena, tutte capacità che si ritrovano nella splendida interpretazione del film di Ugo Chiti La seconda moglie (1998) e nella commedia brillante con Vanessa Madsen Los Angeles – Cannes solo andata (1998) di Guy Greville-Morris.
L’anno seguente, alterna la televisione italiana a quella americana (dove è largamente apprezzata come caratterista delle tipiche donne italiane), la si ritroverà, infatti, nella fortunata serie cult I Soprano (1999-2007) e ne L’avvocato Porta di Franco Giraldi (1997) con Gigi Proietti. Farà anche una partecipazione nel film 007 – Il mondo non basta (1999) di Michael Apted, ma quello che lei credeva fosse un nuovo trampolino di lancio, finisce per essere una sorta di maledizione.

L’ingresso nella maturità di attrice
Da ricordare il film Vaniglia e cioccolato (2004) di Ciro Ippolito (tratto da un romanzo di Sveva Casati Modignani). A quasi quarant’anni Maria Grazia Cucinotta può fregiarsi del titolo di ottima attrice, tanto da entrare in grandiosi kolossal televisivi come Pompei (2007) di Giulio Base.

Un’attrice affermata, fra doppiaggio e produzione
Si è reinventata anche produttrice del film corale All the Invisible Children (2005), diretto a più mani da registi come Emir Kusturica, Spike Lee, Ridley Scott e John Woo e dove interpreta la piccola parte di una barista nell’episodio Ciro, diretto da Stefano Veneruso. E, molto amata in America, si fa doppiatrice per il cartone animato più seguito del mondo: I Simpsons, ma anche per cartoni d’essai come Felix il coniglietto e la macchina del tempo (2006) di Giuseppe Maurizio Laganà.
In seguito ai due importanti Uranya (2006) di Costas Kapakas e Sweet sweet Marja (2007) di Angelo Frezza nella posizione di protagonista, approda alla produzione de L’imbroglio nel lenzuolo (2008) dello stimato collega Alfonso Arau. Ma, tra una collaborazione con Ornella Muti in Io non ci casco (2008) di Pasquale Falcone e una prestazione di rito nel cinepanettone Vip (2008) dei fratelli Vanzina, la Cucinotta ci tiene a riaffermarsi attrice di spessore nelle vesti di Agnese in Viola di mare (2009) di Donatella Maiorca. Di nuovo attrice ne Il Bene dal Male (2010) e in Un giorno della vita di Giuseppe Papasso (2010). Continua così la carriera di una grande attrice popolare che grazie alla decisiva complicità di Massimo Troisi e ad una buona dose di determinazione, ambizione e caparbietà, è riuscita a trovarsi un posto fra i volti femminili più amati del cinema italiano.

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